Il libro „Le mie stagioni” – Laura Izabela Jurga
Mi chiamo Laura Jurga e questo libro e` già stato pubblicato in Polonia nel 2014, dalla casa editrice Esprit.
Quando il tuo corpo ti tiene prigioniero, non perdona. Quando è muto, non si fa sentire, va tutto bene, tutto scorre. E quando invece non molla e ce lo dobbiamo portare sempre appresso, quando la sua presenza diventa un peso spesso insopportabile, ecco che le cose si complicano. Una storia raccontata in prima persona, da una ragazza che deve fare continuamente i conti con la propria inadeguatezza. Come ammansire la bestia? Questo corpo che non prende ordini, questo eterno straniero. Come sfuggire alle gabbie d’oro della propria famiglia, dell’assistenza pubblica, dalle opere di carità e di pietà che coccolano gli uni nella posizione della vittima da assistere e gli altri nell’innaturale compassione? Come non diventare schiavi di sé stessi, ma innamorarsi, perdersi, imparare una lingua, diventare una giornalista, malgrado se stessi e malgrado la propria inabilità
Si tratta di un’opera autobiografica scritta una giornalista, una donna affetta da tetraplegia dovuta a una paralisi cerebrale infantile e sottoposta a una riabilitazione intensiva, di cui beneficerà per sempre, che racconta con sensibilità e lucidità il proprio percorso personale e umano.Riteniamo che il tema affrontato sia di grande attualità e valore umano, quindi possa incontrare l’interesse del pubblico italiano, soprattutto di chi giornalmente affronta tematiche simili, sia in casa che negli spazi pubblici quali la scuola, il posto di lavoro ecc.”
A tal fine, allego degli estratti tradotti e la bio dell’autrice:
Il testo su` ha scritto il mio conoscente, Piotr. Non sono daccordo con ogni pallora. Allora, voglio dare un commento proprio: non so se mi sento una prigionera dal punto di vista dei limiti del mio corpo. Si , sono dacordo che la vita` diventasse piu` difficile se bisogna , giorno dopo giorno affrontare la disabilita,`lottare con suoi l`ostacoli. Soltanto in questi momenti dico sempre che facio una bataglia con il mio corpo: mettendo le scarpe, scendendo le scale senza la ringhiera. Non credo che il mio corpo e` come la bestia, non e` vero che lo sento come il mio nemico. Asoluttamente no. Ma spesso mi sento stanca, dieci anni fa ho sentito lo stesso. Sono stanca , sono stuffa della realta, la vita` quotidiana, per quanto riguarda la mentalita, ignoraranza delle cose elementari,perche questo che succede , spesso e` la colpa di mancanza di soluzioi della legge , ma anche nella societa e- alla fine- in tutto il mondo. Tutto questo oggi lo vedo meglio. Io acetto me stessa e la mia propria vita`. Le mie difficolta` Non ci penso ogni giorno. Sono felice. Ma dieci anni della vita` puo cambiare tanto. E` ha cambiato. La pandemia . il traslocco a Danzica per lavoro. La tornata, per affrotare gli ostacoli, anche per affrontare la morte del mio padre. E` la vita` con emozioni e situazioni, dove la disabilita` non esiste. Arcontrario- c`e soltanto l`umanita. E` va bene cosi. Perche la disabilita` non determinava mai , e` la parte di me stessa, ma io sono la donna, la figlia , lavoratrice, la christiana, la cittadina,ecc. Mi piace la mia vita` e questo che io faccio, anche se esistono le situazioni difficili . La magior parte di queste possiamo risolvere vedendo le cose con gli occhi aperti, dal altro punto di vista . Perche gli ostacoli grandissimi sono sempre nella testa e nella mente. Anche per quello .a volte piu` libera mi sento in Italia.
Cordiali saluti.
Laura Jurga
